Joker – Un film che fa discutere | La recensione

“Un film che fa discutere”, queste poche parole sarebbero sufficienti a identificare una pellicola come il Joker di Todd Phillips. Un film che è diventato la scintilla che ha fatto esplodere il dibattito e portato alla luce le critiche mosse intorno al personaggio e all’intero mondo dei cinecomics.

Tra le motivazioni che hanno reso questo film un punto di rottura c’è senz’altro l’interpretazione di Joaquin Phoenix, in grado di far nascere un personaggio difficile, soprattutto per la presenza incombente di Heath Ledger, ormai entrata nel mito. Non è giusto mettere a confronto le due figure (per i motivi che vedremo in seguito), ma ogni fan inevitabilmente l’ha fatto. Resta il fatto che Phoenix ha conferito un’anima al personaggio che non ha nulla da temere da Ledger.

Joker

Ma cos’è questo Joker?

Da un lato, molti hanno osannato la pellicola per la realizzazione e la lettura che da dello storico villain apparso per la prima volta nel 1940. Dall’altra, molti altri sono rimasti delusi da un uomo che, in fin dei conti è un disadattato. Qui proveremo a capire da dove arriva la figura di questo Joker e come le sue trasformazioni sono state adattate al presente.

Il film e la tradizione a fumetti vengono uniti nel momento in cui si devono individuare le origini e le motivazioni del personaggio che sono rimaste poco chiare e avvolte nel mistero.

Chi è Arthur Fleck?

Il film di Phillips decide di inserire un uomo comune, Arthur Fleck, gravato da diversi disturbi psichici, nella crudeltà della società moderna e di farlo crollare colpo dopo colpo, dimostrando ancora una volta che i mostri che combattiamo li creiamo noi. Niente tuffi in vasche d’acido e niente cappucci rossi, quindi, ma il realismo che diventa critica soprattutto verso la mancanza di fondi ai servizi sociali e di riflesso al sistema sanitario (tema caldo soprattutto in America). La rappresentazione di Gotham sembra omaggiare la New York anni settanta piena di criminalità dei film di Scorsese (ah, l’ironia della sorte), spaccata dalle differenze sociali e dall’ipocrisia.

Questo non vuol dire però che il film si discosti del tutto dal fumetto. Infatti la vicenda, almeno nell’idea di fondo, sembra riprendere la “brutta giornata” partorita dalla mente di Alan Moore in Batman: The Killing joke (1988). Anche qui il motore della vicenda sono le condizioni precarie del personaggio, la voglia di riscatto sociale attraverso il denaro, il lutto. Se si guarda con attenzione si vede poi che le scene in cui Joker è ospite allo show di Murray (De Niro) sono state modellate ampliando quelle presenti in Batman: il ritorno del cavaliere oscuro (1986) di Frank Miller.

Queste appena citate sono le atmosfere, i riferimenti e le idee che sono state usate per dare una base al personaggio, ma non ci spiegano del tutto cosa ci propone questo film. Quello che vediamo è UNO dei possibili Joker.

Perché si parla di uno dei possibili Joker?

Come è stato già  notato prima di noi, se si guarda alla tradizione cinematografica precedente ogni film mette in luce una sfumatura del personaggio: “il Clown” con Nicholson, “l’Anarchico” di Ledger, “il Gangster” con Leto in Suicide Squad. Tante sono le “maschere” del cattivo, quante sono le sfumature che i diversi fumetti, nel corso degli anni, gli hanno attribuito, al contrario di Batman che è rimasto uguale a sé stesso nelle linee generali.

Per Phoenix tuttavia non è così semplice tracciare confini netti: si potrebbe parlare di disadattato, una vittima che diventa carnefice, un uomo problematico deriso e abbandonato a sé stesso. Proprio la malattia mentale che porta il personaggio a mescolare realtà e fantasia avrebbe fatto storcere il naso a molti: forse ancora stregati da un orditore di piani complessi e maniacalmente precisi come Ledger, si può far fatica ad accettare un uomo gracile, che sbatte contro le porte e che, in fin dei conti, si trova ad essere il capo di una rivolta quasi per caso.

Veniamo al punto…

Resta un’unica domanda: il film avrebbe avuto lo stesso successo se non si fosse chiamato Joker? Difficile dirlo. Il successo mediatico che ha portato il film di Nolan ha sicuramente riservato un posto d’onore per il personaggio, nella mente del pubblico. E una delle critiche che sono state mosse al film è proprio questa: il film non è “il Joker”, ma la storia di un uomo che si prende la sua rivincita sul mondo, girato in maniera realistica, che nulla ha a che fare con i supereroi e che usa il nome del personaggio solo per assicurarsi il successo.

In realtà credo che questa sia stata una buona mossa (non l’unica, sia chiaro) per rinnovare il personaggio e non renderlo ridicolo agli occhi del pubblico: probabilmente un uomo con il guanto che da la scossa sarebbe risultato anacronistico. Infine, dato che si sta costruendo un personaggio da zero per inaugurare una nuova serie di storie (speriamo più fortunate di alcune precedenti), non credo abbia senso fare paragoni con il passato. Bisognerà vedere che piega prenderà la storia

1 commento su “Joker – Un film che fa discutere | La recensione”

  1. Si critica un po’ per sport, a volte. E’ chiaro che non ci sarebbe stato questo successo senza presentarlo come un film su Joker. Ma hanno combinato due cose insieme: fare un prodotto per una fanbase solida e fare questo prodotto in modo serio, realizzando un grandissimo film.

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