C’era una volta a… Hollywood – Troppo hype per nulla.

Ieri sera ho finalmente terminato di guardare C’era una volta a… Hollywood e, secondo me, non è un film per il quale si può gridare al miracolo.

Ho letto varie recensioni in queste settimane e quasi tutte celebravano l’eccezionalità di questo film.

Cosa c’è che non va con C’era una volta a… Hollywood?

Innanzitutto partiamo dal personaggio di Brad Pitt. L’ho apprezzato perché in parte si comporta sempre nel modo più giusto con il personaggio di Leonardo di Caprio. Ha interpretato perfettamente “l’ombra” di Rick Dalton. Giustissimo, del resto era questo il ruolo che veniva richiesto a Cliff Booth.

Ma non sarà stato forse un ruolo sprecato? Mi spiego. Avrebbero potuto sfruttare ancora di più questo personaggio e non sfruttarlo solo al 50%. Del resto, anche Cliff Booth risultava un personaggio psicologicamente complesso perché non dimentichiamoci che veniva accusato di aver ucciso la moglie.

Passiamo a Rick Dalton. Ho apprezzato molto le scene in cui il personaggio era stufo di sé stesso e continuava a ripromettersi di non compiere più gli stessi errori. Su di lui non ho molto altro da dire. Del resto non è che ha compiuto chissà quale evoluzione del personaggio.

Anche il personaggio interpretato da Margot Robbie mi ha soddisfatto per certi versi. Sicuramente è stata piacevolissima la scena in cui Samantha (il suo personaggio) si trovava nel cinema e si divertiva nel sentire il pubblico che si divertiva a guardare il suo film. Ma a parte questa scena, qual era lo scopo del suo ruolo? Doveva essere la rappresentazione della Hollywood che si diverte? Degli eccessi? Delle questione amorose e sempre al centro dei paparazzi?

Margot Robbie

E qui veniamo al punto centrale di questo articolo. Qual è il significato ultimo di C’era una volta a… Hollywood? Circa 2 ore e mezza di film e non mi ha mostrato assolutamente nulla. Voleva essere la rappresentazione della bella Hollywood? La Hollywood dei soldi, del successo, della fama e del divertimento? Non credo.

Ma allora se Tarantino mi voleva mostrare l’altro lato di Hollywood e cioè il lato delle droghe, dell’ossessione per i soldi, dell’alcol, della depressione, dell’insuccesso, dell’epoca Manson, della cultura hippies, perché allora metterla lì nel film senza né capo e né coda? Se vogliamo, Charles Manson è comparso solo una volta e il pubblico doveva capire che quello fosse Manson e l’orrore che sarebbe successo da lì a poco. Ma siamo così sicuri che la maggioranza del pubblico abbia capito chi fosse quel personaggio? E io mi riferisco sopratutto al pubblico più giovane. E all’interno di questo pubblico mi ci metto anche io che inizialmente non conoscevo questa storia e che, successivamente, sono andata a recuperare.

Piccolo inciso per chi non lo sapesse. L’8 agosto 1969 Sharon Tate (interpretata da Margot Robbie) e altri tre amici vennero assassinati dai membri della Manson Family. Quella notte Roman Polański si salvò perché si trovava a Londra. Inoltre, Tate era incinta all’ottavo mese.

Qualche nota di merito:

Ci sono delle scene davvero esilaranti come la parte finale in cui il cane di Cliff si nasconde in una stanza con Francesca. Oppure la scena in cui Rick sta provando un’arma sul set e chiede ad un assistente perché è troppo calda e l’assistente risponde: “Rick, è un lanciafiamme”. O ancora la scene ain cui Cliff fa a botte con Lee.

Voi cosa ne pensate?

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